Le strutture scolastiche bolognesi saranno potenziate grazie ad un protocollo d’intesa siglato tra Comune e ministero dell'Istruzione per riqualificare o costruire ex-novo 12 strutture di Bologna utilizzando principalmente progetti pubblico-privato. Obiettivo del protocollo è ammodernare e recuperare il patrimonio immobiliare scolastico esistente e costruire nuovi edifici dotati di architetture interne innovative, capaci di sostenere i processi di digitalizzazione delle scuole e della didattica, includendo il miglioramento energetico e l'adeguamento antisismico. Gli interventi di ammodernamento individuati sono sei e necessitano di 6,85 milioni di euro nei quartieri Porto (scuola secondaria e primaria ex Dante Alighieri), San Donato (scuola dell'infanzia Rocca), Santo Stefano (completamento ex Carducci in via d'Azeglio), Saragozza (scuola dell'infanzia Gobetti), Savena (scuola media Guercino) e Navile (scuola primaria e dell'infanzia Federzoni). Sempre sei le nuove costruzioni previste, con un investimento di 27,7 milioni: una scuola primaria, dell'infanzia e nido nell'area dell'ex mercato al Navile, la nuova scuola dell'infanzia Tempesta nel quartiere San Vitale, scuola primaria e secondaria Carracci in zona Saragozza, scuola dell'infanzia Giardini margherita a Santo Stefano, scuola media Guercino (nuovo edificio per l'ampliamento o nuova scuola) e una nuova scuola per dell'infanzia nel quartiere Savena. Giacomo Capuzzimati, direttore generale del Comune, ha recentemente chiarito che i metodi di finanziamento sono da definire: “Ci sono varie modalità che stiamo esaminando come i fondi immobiliari specializzati o altri veicoli con partnership pubblico – privato” Il protocollo fa affidamento su interventi che saranno realizzati «mediante il coinvolgimento di capitali pubblici e privati». In particolare, l'Ente emiliano «promuoverà la costituzione di fondi immobiliari, l'utilizzo di strumenti finanziari innovativi e la conclusione di contratti di partenariato tra pubblico e privato, come ad esempio la concessione di costruzione e gestione, il project financing e il contratto di disponibilità». Si punta anche a fondi ministeriali, ma nessun accordo è stato ad oggi preso. «L'intervento è importante – aggiunge Capuzzimati – perché si tratta del primo protocollo di questo tipo in Italia». Infatti, il protocollo prende il là dall'articolo 53 del decreto legge 9/2012 (convertito in legge il 4 aprile 2012) che prevede un piano nazionale di edilizia scolastica da sviluppare su indicazione degli enti locali (Regioni, Province, Comuni). Per poter accedere ai finanziamenti è quindi fondamentale segnalare le strutture che necessitano di interventi e un piano adeguato per realizzarli. |