Si tratta infatti di individuare luoghi abbandonati, sia strutture architettoniche che spazi aperti, parchi, giardini o quegli interstizi anonimi - che Gilles Clement definirebbe "spazi indecisi", lacerati - di insediamenti naturali ai margini delle costruzioni, che s'insinuano nel tessuto del territorio urbano e soprattutto suburbano. Luoghi abbandonati, disabitati e dismessi, in una parola deantropizzati, della città di Trieste e della sua provincia, che con questo progetto, vengono dapprima individuati, scandagliati, documentati e sui quali poi s'innescano ipotesi d'intervento creative, anche utopiche e visionarie, per il loro riconoscimento e per un eventuale riassetto ed utilizzo. L'iniziativa è del Gruppo 78, associazione culturale triestina attestata sulla contemporaneità da oltre un trentennio, che s'innesta nella Public Art e consegue al grande progetto "Public Art a Trieste e dintorni" svoltosi tra il 2007 e il 2008 sul territorio del capoluogo giuliano. |