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Nelle linee generali si prevede nell'area di 650mila mq la realizzazione di ben tre porti nautici in grado di ospitare complessivamente un mezzo migliaio di barche e megayacht: il primo con 172 ormeggi per ospitare imbarcazioni e yacht fino a 50 metri di lunghezza, il secondo di 112 ormeggi dei quali ben 61 per megayacht di oltre 50 metri di lunghezza e il terzo dedicato alle imbarcazioni più piccole, fino a 15 metri, con un numero di ormeggi variabile tra 152 e 252. I beni sono sottoposti a regime di tutela, per cui ogni progetto particolareggiato dovrà essere presentato alla Sovrintendenza per il rilascio della prescritta e preventiva autorizzazione. «In Porto Vecchio - specifica Enrico Maltauro - non opereremo solo come costruttori, bensì come sviluppatori globali di un'area di eccezionale prestigio in un momento storico irripetibile. Il fatto di impegnarci in un progetto a medio-lunga scadenza (una quindicina d'anni per vedere tutto realizzato) in un certo senso anche ci favorisce perché sposta gli investimenti a un periodo in cui la crisi internazionale sarà ben che esaurita». Questione dibattuta è il rapporto con il Porto franco. «Il progetto non può prescindere - afferma Enrico Maltauro - dallo spostamento del Punto franco. È impensabile infatti che per accedere a questa zona riqualificata e di prestigio sia necessario passare dei varchi e esibire i documenti. Ma del resto la variante stessa è stata pensata in questo senso, per cui confidiamo che il problema venga risolto entro il 2010 allorché è sperabile che si possano già aprire i primi cantieri». «Se il progetto di Maltauro-Rizzani da Eccher - ha frattanto annunciato Gianfranco Gambassini a nome dell'Associazione porto franco internazionale - prevederà attività tali da svisare, contrastare, divellere la figura del Porto Franco sarà oggetto di impugnativa nelle sedi giuridiche competenti».
(pubb. 13 ottobre 2009 - AUDISnotizie 4.09)
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