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si basa sulla convinzione che "un'EXPO visionaria e di successo debba abbandonare una concezione oggi superata delle Esposizioni universali, che si basavano su complicati sistemi di rappresentazione e sulla presenza di grandi (e spesso dopo l'evento inutilizzabili) monumenti di architettura. Quella del 2015 sarà un'EXPO memorabile perché capace di offrire ai visitatori un'esperienza diretta e immediata del grande tema dell'alimentazione". L'Expo sarà quindi un grande Parco Botanico Planetario aperto ai cittadini, il luogo di un nuovo incontro tra agricoltura e città. L'elemento base del progetto sta nell'intersezione perpendicolare di cardo e decumano a generare un primo asse di 1 chilometro e 400 metri, disposto in linea con il tracciato storico del Sempione che ospiterà un grande Boulevard pedonale e ciclabile dove si muoveranno i visitatori; un secondo asse perpendicolare, che riprende le geometrie dei tracciati agricoli che circondano Milano, sarà invece il riferimento per la suddivisione dei lotti destinati ai Padiglioni nazionali, che si affacceranno sull'asse centrale e avranno tutti a disposizione (a prescindere della loro importanza geopolitica) una stessa campitura di terreno. Nei Padiglioni nazionali non solo saranno ospitate le coltivazioni esemplari e quelle che ogni Paese sviluppa per affrontare le problematiche dell'alimentazione, ma vi saranno padiglioni di trasformazione del cibo, dove i visitatori potranno assistere dal vivo all'intero ciclo vitale dei prodotti alimentari. Gli spazi comuni saranno composti da: un'Arena Teatrale e una Collina verde costruita con il terreno ricavato dagli scavi di cantiere; vi saranno inoltre alcuni Padiglioni tematici che affronteranno i temi e le questioni aperte legati all'alimentazione planetaria E' stato inoltre proposto di estendere all'intero territorio metropolitano di Milano le trasformazioni generate dall'Expo reinterpretando il progetto delle Vie d'Acqua che riguarda il recupero e la riqualificazione delle settanta cascine pubbliche e comunali ai bordi di Milano e connesse con la trama dei corsi d'acqua, destinate a accogliere una parte dei visitatori. Le Vie di Terra individua invece nel cuore della città un percorso pedonale e ciclabile che unisce tutti i principali luoghi della cultura, dell'arte e della scienza presenti a Milano. A partire dal prossimo anno la società EXPO 2015 promuoverà una serie di grandi concorsi internazionali di progettazione per dare l'avvio a un processo di forte impatto emotivo e paesaggistico, ispirato ad un principio di contenimento dei costi. "La riqualificazione delle cascine di Milano e dell´hinterland potrebbe essere una delle eredità che l´Expo lascia alla città dopo il 2015 - spiega l´assessore all´Urbanistica Carlo Masseroli - L´Esposizione può essere un´opportunità importante per ricucire una grossa ferita della nostra città mettendo insieme tradizione e innovazione». Da tempo Masseroli sta lavorando insieme ai colleghi Giovanni Terzi, responsabile dell´Agricoltura, e Gianni Verga, del Demanio, a un piano di rilancio di uno dei beni più nascosti del territorio, procedendo prima con una mappatura dell´esistente poi con incontri con chi già opera sul territorio. Il progetto punta soprattutto sul rilancio dell´agricoltura di prossimità, ma prevede, là dove non si possono salvare gli antichi edifici, anche la trasformazione delle strutture degradate e abbandonate in bed & breakfast e agriturismi, oltre a spazi per il terzo settore che potrebbero essere dati in concessione al volontariato.
(pubb. 13 ottobre 2009 -AUDISnotizie 4.09)
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